L'idea progettuale è fondata su una sorta di dissolvimento della cascina storica, preservata e mantenuta nella porzione meglio conservata, riproposta in chiave sintetica nella porzione centrale, pur con identiche caratteristiche di altezza, forma e volume di quella demolita e per finire, con la proposta di una nuova immagine, a termine della L della corte che si ricompone in una sorta di nuovo contenitore stereometrico, rivestito da una 'pelle' lignea, forata e quindi permeabile. La grande parete ventilata, in pannelli lignei di rovere, mordenzati di differente intensità sarà la riproposizione e richiamo delle 'bollicine' e delle pupitre, sia di giorno quanto di notte. Sarà realizzata con semplici pannelli in legno, di spessore 3-4 cm, montati su telaio metallico, ancorato a terra ed alla parete perimetrale del Corpo Nuovo. I fori, di diametro variabile, addensati in particolare in corrispondenza delle finestre (nascoste) lasceranno passare la luce – di giorno – e uscire la luce artificiale – di notte – dall’edificio, come una immagine suggestiva e poetica.
L’immagine consolidata della cascina, nella sua forma urbana, viene riproposta e reinterpretata in chiave contemporanea, mantenendo la preesistenza come traccia e realizzando il ‘nuovo’ in maniera consona ai caratteri del territorio .
Il processo ideativo ha coinvolto molti elementi, che ci hanno suggerito un percorso e quindi un progetto : la terra, il lavoro, la vite,il vino, la tradizione, il Consorzio e tutti i caratteri simbolici che ne scaturiscono.