Il progetto, in quanto applicazione della L.R. 13/2009, come da art.3 L.R. 16 luglio 2009 – n.13 : per la sostituzione di edifici in tutto residenziali esistenti con un nuovo organismo edilizio di volumetria incrementata fino ad un 30% della volumetria esistente, a seguito di una diminuzione certificata del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale del nuovo edificio superiore al 30% rispetto al rispettivo valore limite previsto dai provvedimenti regionali di cui all’art. 9 e 25 della L.R. 24/2006.
La palazzina, di tre piani fuori terra, consta di n.7 unità abitative, sviluppate sulla direzione Nord/Sud; gode di profonde logge con esposizione SUD, giardini esclusivi per gli appartamenti dei piani terra.
Si è voluto riproporre un edificio residenziale dalle linee essenziali e dal carattere moderno, senza eccedere nel ‘tecnologico’.
Il corpo stereometrico del manufatto, appare dimezzato in pianta, composto da due corpi speculari disassati lungo l’asse Nord-Suddimezzato.
Il gioco pieni-vuoti scandisce le quattro facciate, tutte programmaticamente diverse fra loro. La facciata non è indipendente dalla struttura, anzi, per il gioco degli incassi e per il giro dell’angolo pieno, si fa sempre volume; e la pianta non è libera.
Si è cercato il contrappunto tra un solido compatto ed un reticolo strutturale esibito. Il solido si anima di luce e di ombra netta verso sud, nelle logge e nei balconi con la migliore esposizione.
Il prisma è “pieno”, ma bucato nella facciata a Nord ove mantiene delle caratteristiche di maggior chiusura (sia percontenimento energetico che per privacy) ed il vano scala si innesta come elemento caratterizzante e caratterizzato, nella scelte costruttive e nel colore.
Il gioco cromatico, impostato su RAL1013, RAL1014 e RAL 8014, verte sulla saturazione di un colore che parte da una base sabbia, per finire sul ‘marrone scuro’ per la parete del vano scala e delle tapparelle in metallo. Richiamata anche dagli sfondati che riallineano o disassano le aperture di facciata, in un gioco di chiaro/scuro.
Photograph credits by Sunita Sassudelli & Simone Pangrazzi